Drop Shipping per avviare un’attività di commercio elettronico. Cosa significa questa parola? Forse avrai già sentito il termine dropship leggendo altri articoli, rivediamo insieme il suo significato e le sue implicazioni.

Il tradizionale modello commerciale (nel caso di compravendita di beni fisici) presuppone l’acquisto di merci da un fornitore e lo stoccaggio dei beni presso la propria sede in attesa di vendere i beni stessi ai propri clienti. Questo implica il possesso di un magazzino più o meno grande a seconda della quantità e della grandezza dei prodotti da rivendere. Implica inoltre una gestione ottimale dello stesso perché vi siano disponibili sempre scorte dei prodotti da rivendere.

L’imprenditore deve avere capitali sufficienti per l’acquisto dei beni e questo può costituire una barriera all’ingresso per chi non ha finanze sufficienti. In questo modello di business l’imprenditore è anche esposto al rischio che i prodotti rimangano invenduti occupando spazio in magazzino. Spazio che potrebbe essere destinato ad altri prodotti da vendere. In questo caso l’imprenditore non riesce a recuperare l’investimento effettuato.

Il drop shipping

Il drop shipping è un modello di vendita secondo il quale il venditore non possiede un magazzino poiché inoltra direttamente l’ordine ricevuto dal cliente al fornitore (il drop shipper) che si occuperà di spedire la merce al cliente stesso. I costi di avvio per l’imprenditore sono ridotti drasticamente non dovendo anticipare l’acquisto dei prodotti rispetto ai tempi di vendita alla clientela.

I drop shipper hanno il vantaggio di ampliare la propria rete di vendita. Diminuendo drasticamente i costi relativi all’approvvigionamento, l’imprenditore può investire le finanze nel proprio brand e nella cura della clientela, aspetto da non trascurare mai.

Drop shipping, la pagina dedicata di wikipedia.

La possibilità di usare il modello di vendita in drop shipping è aumentato ancor di più negli ultimi tempi. Ormai vi sono molti software  che consentono di creare a basso costo siti di commercio online, vetrine immateriali dalle quali il cliente sceglie il prodotto che verrà recapitato direttamente al proprio domicilio. L’imprenditore non è più esposto al rischio di avere il magazzino pieno di prodotti invenduti. E’ aumentato anche l’uso di carte di credito e prepagate per pagare i prodotti online.

Pro e contro

Tutto rose e fiori quindi? Ovviamente no. L’imprenditore che gestisce il proprio magazzino sa bene quali prodotti stanno finendo e reintegra in anticipo le scorte per non farsi trovare impreparato. Nell’ecommerce se non vi è un’ottimo flusso di informazioni tra venditore e drop shipper il cliente può ordinare un bene sul tuo sito che in realtà il fornitore non ha disponibile creando ritardi spiacevoli. I costi di acquisto di un prodotto sono aumentati dai costi di spedizione della merce, che possono aumentare esponenzialmente se la merce arriva dall’estero, aggiungendosi anche i costi doganali.

A questo proposito ricordo che il commercio, anche quello online, presuppone l’apertura della partita iva e la corretta amministrazione della propria attività. Contatta il nostro per avere la consulenza adeguata!